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17 Gennaio 2024In Italia si contano quasi 1,2 milioni di individui affetti da demenza, di cui 700.000 sono colpiti dalla malattia di Alzheimer. Questi dati, di rilevante importanza, sono destinati a crescere a causa dell’invecchiamento della popolazione. Le proiezioni indicano che, nel prossimo futuro, il 23% della popolazione italiana avrà oltre 65 anni. E che, entro il 2050, in Europa ci saranno 18,8 milioni di persone colpite da Alzheimer. Una sfida critica per la salute pubblica del nostro Paese, dove sono coinvolte circa 3 milioni di persone tra pazienti, caregiver e familiari, con un costo stimato di circa 23 miliardi di euro (di cui il 67% è sostenuto dalle famiglie).
Cos’è “Uniti contro l’Alzheimer”
Recentemente, a Napoli, si è tenuto il Convegno “Uniti contro l’Alzheimer”, promosso dall’Intergruppo parlamentare per le Neuroscienze e l’Alzheimer e dedicato all’analisi delle attuali strategie, terapie e al ruolo della politica in questo contesto, coinvolgendo politici, esperti scientifici, società civile e associazioni di pazienti. Durante l’evento, è stato stipulato il “Manifesto di Legislatura – Uniti contro l’Alzheimer“, composto da 10 punti che delineano le priorità d’intervento. Esse vanno dall’urgente necessità di aggiornare i percorsi diagnostico-terapeutici e assistenziali in tutte le regioni, al potenziamento delle risorse diagnostiche, delle infrastrutture dei centri e all’incremento del personale sul territorio per garantire diagnosi e trattamenti tempestivi. Inoltre, si evidenzia l’importanza del rifinanziamento del Fondo Alzheimer e l’aggiornamento dei Piani Nazionali Demenze e Prevenzione. Con la legge di bilancio in discussione al Senato, è previsto un aumento del fondo di 5 milioni per il 2024 e di 15 milioni per ciascuno degli anni 2025-2026, superando così le aspettative delle regioni che richiedevano 15 milioni complessivi per il triennio 2024-2026.
Marcello Cattani, Presidente di Farmindustria, ha dichiarato: “Prevediamo che in 3/5 anni ci saranno nuove terapie“, evidenziando le molte opzioni terapeutiche promettenti in fase di studio, come gli anticorpi monoclonali, le terapie avanzate e i vaccini. Tuttavia, il successo di tali terapie dipenderà dalla capacità di individuare i pazienti nelle fasi iniziali della malattia e dalla collaborazione delineata nel Piano Nazionale Demenze.




