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Come vivere a lungo e in salute
Secondo una nuova ricerca tutta italiana, condotta dalla Fondazione Golgi Cenci e dalla Fondazione Serpero, e pubblicata su The Journals of Gerontology, per vivere a lungo e in salute servono tre cose:
- uno stile di vita sano e attivo, anche durante l’anzianità
- un ambiente ricco e stimolante dal punto di vista cognitivo durante l’infanzia
- una buona risorsa affettiva
Questi tre “ingredienti”, quando combinati, favoriscono un invecchiamento resiliente.
Vivere una vita lunga e in salute, dunque, è possibile. Dei 30mila soggetti coinvolti nello studio, il 38% degli over 80 risultava sano. A cosa era dovuta quella resilienza? Alla capacità di reagire, durante la vecchiaia, ad eventi avversi e a fattori di stress, come la pandemia di Covid-19, l’assunzione di numerosi farmaci e gli “acciacchi” tipici della terza età.
Lo studio ha visto 404 grandi anziani (84-87 anni) sottoporsi a valutazioni mediche, neuropsicologiche e sociali tra il 2022 e il 2023 (ma, il gruppo, era già monitorato dal 2009). Gli anziani autosufficienti, privi di deficit cognitivi o segni di depressione, sono stati definiti resilienti al processo di invecchiamento e, dunque, capaci di rispondere positivamente al cambiamento.
Stress e riserva cognitiva e affettiva
Lo stress, secondo il suddetto studio, non sarebbe del tutto negativo. Anzi: le persone che invecchiano bene hanno vissuto periodi stressanti, ma la differenza l’hanno fatta le reazioni. E, soprattutto, la riserva cognitiva e affettiva di cui sono dotate. Mentre la riserva cognitiva è la somma di condizione socio-culturale nei primi anni di vita, scolarità, livello occupazionale e intelligenza, la riserva affettiva è la capacità di adattarsi psicologicamente alle avversità, la fiducia nelle relazioni significative e una personalità estroversa.
Evitare lo stress, del resto, non è possibile. E non è possibile rinchiudersi in una bolla.Tuttavia, sviluppare e mantenere la capacità intellettuale ed emotiva necessaria ad affrontare quelle sfide diventa essenziale per una vecchiaia in salute.
Numerosi sono gli studi che dimostrano quanto la riserva cognitiva sia importante: è importante coltivarla nella prima infanzia, ma anche durante la vecchiaia, perché con l’invecchiamento fisiologico e con le patologie che in genere questo porta con sé è fondamentale saper resistere ai cambiamenti neurologici. Come è fondamentale avere uno stile di vita sano, fatto di attività fisica e di un’alimentazione bilanciata.
La novità emersa dallo studio è però la riserva affettiva, oggi considerata a tutti gli effetti un fattore protettivo. L’adattamento alle avversità, la capacità di creare legami stabili e un carattere estroverso sono dunque importanti quanto lo stile di vita e la riserva cognitiva.




