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Figli e genitori anziani: cosa fare quando subentra la rabbia

Prendersi cura di un genitore anziano non è semplice, soprattutto quando subentrano l’Alzheimer o altre patologie neurodegenerative. Accettare che la propria mamma o il proprio papà, un tempo porto sicuro in cui rifugiarsi, siano ora fragili e bisognosi d’aiuto, è difficile da accettare: non siamo più noi, ad aver bisogno di loro. I ruoli ora si sono invertiti, seguendo quell’inevitabile e strano percorso che la vita compie. Sono tanti i sentimenti che qui entrano in gioco: la nostalgia, la tenerezza, la devozione, il dolore, la frustrazione, la rabbia.

Esattamente: può capitare che un figlio si arrabbi coi genitori anziani, ed è assolutamente normale. Può capitare quando sembra che mamma e papà non ascoltino i nostri consigli o che non riconoscano i nostri ruoli, quando diventano aggressivi e quando lo stress sembra sopraffarci. Ci si sente impotenti, incapaci di aiutare quelle persone che per noi e per la nostra felicità, fino a qualche tempo prima, hanno fatto di tutto. Ecco dunque che, quando subentra la rabbia, la prima cosa da fare è non sentirsi in colpa: è una reazione naturale, soprattutto quando a prenderci cura di un anziano malato siamo soli. E quando, la sua cura, va fatta combaciare con tutti gli altri aspetti e gli altri impegni della nostra vita.

Ci sono però altre piccole cose da fare, quando si prova un sentimento di rabbia. Innanzitutto, essere gentili con se stessi, senza rimproverarsi per le proprie sensazioni e per come ci si sente. Non si può essere perfetti, si può solo fare del proprio meglio. Inoltre, è bene riconoscere che – pur nel proprio piccolo – si sta facendo la differenza: che ci si prenda cura in toto di un genitore anziano, o che lo si affidi alle amorevoli cure di un personale esperto, si sta lavorando per il suo benessere.

Nel momento in cui la rabbia sale, è invece importante fermarsi un attimo e capire da dove arriva: se mamma o papà ci urlano contro per via della loro malattia, se ci chiedono continuamente le stesse cose, non hanno colpa. Così come non abbiamo colpa noi, del loro comportamento. Un’altra soluzione può essere quella, nei momenti di sconforto, di introdurre un “diversivo”: accendere la musica e ballare, sfogliare vecchie foto, vedere un film che l’anziano ama. Ma, soprattutto, non aver paura di chiedere aiuto. Perché è un diritto di tutti, essere supportati.