
Un anziano su sette è isolato (e la salute ne risente)
23 Ottobre 2024
Secondo i ricercatori, per vivere a lungo e in salute servono tre “ingredienti”
8 Dicembre 2024Il 75% degli over 65, e quasi il 100% degli over 80, soffre di una o più patologie. Tuttavia, ciò che davvero colpisce, è il numero di farmaci utilizzati. Un anziano su tre prende oltre dieci pastiglie al giorno, e non tutte sono necessarie.
A dirlo è l’Agenzia italiana del Farmaco che, col progetto COSÌsiFA’, mira ad aumentare la consapevolezza dell’uso dei farmaci in operatori e cittadini.
Il largo uso di farmaci nella popolazione anziana
Secondo i dati dell’ultimo Rapporto Aifa sull’uso dei farmaci negli anziani, nel 2019 il 98% degli over 65 ha ricevuto uno o più prescrizioni farmaceutiche. Il rapporto ha rilevato alcune differenze geografiche, seppur lievi, e ha stimato un consumo giornaliero di tre dosi a cittadino.
Tuttavia, la polifarmacoterapia, e dunque l’uso contemporaneo di più farmaci, ha delle conseguenze, anche sulla salute pubblica. Il rischio di interazione tra farmaci aumenta, e l’aderenza terapeutica si riduce. Non solo:
- l’assunzione di molti farmaci aumenta la possibilità che essi interagiscano tra loro, alterando l’efficacia e aumentando il rischio di effetti indesiderati;
- ogni farmaco porta con sé effetti collaterali, che possono amplificarsi se combinati (gli effetti collaterali cumulativi possono incidere sulla qualità della vita del paziente);
- l’assunzione di più farmaci può rendere difficile ricordare il dosaggio e il momento giusto in cui prenderli, aumentando la possibilità di errori;
- fegato e reni sono responsabili della metabolizzazione e dell’eliminazione dei farmaci: assumere molti farmaci può sovraccaricarli, con conseguente rischio di danni epatici e renali, soprattutto nei pazienti anziani;
- in alcuni casi, la polifarmacoterapia è associata a confusione mentale, sonnolenza, e peggioramento delle capacità cognitive, aumentando il rischio di demenza e altre condizioni neurologiche.
Il presidente di Aifa, Robert Nisticò, spiega che la polifarmacoterapia deve essere affrontata, anche con strumenti di intelligenza artificiale che permettano al medico di orientarsi tra i rischi d’interazione tra i diversi farmaci. Ovviamente, a decidere se toglierne uno o più, dovrà essere solo ed esclusivamente lo specialista, sulla base di quanto la prescrizione di quel medicinale sia appropriata, di quanto sia aderente alla terapia, ma anche tenendo a riferimento le linee guida e coinvolgendo in modo attivo il paziente e i familiari.




